Schengen ha reso molto più facili i viaggi in aereo

Ilaria - Team a+s
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19 April 2022 Tempo: 2 minuti
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Frau am Flughafen
Il dibattito su Frontex e i controlli dei confini esterni dell’area Schengen concernono direttamente anche i nostri aeroporti nazionali. Un’uscita da Schengen avrebbe gravi effetti negativi e comporterebbe notevoli costi. Ma soprattutto, per tutti noi diventerebbe molto più complicato viaggiare in aereo in Europa.

È diventato così normale che ormai nessuno ci fa più caso: per viaggiare all’interno dell’area Schengen non è più necessario sottoporsi al controllo dei documenti. Questo enorme vantaggio diventa ancor più evidente per i viaggi in aereo. In ogni aeroporto europeo i passeggeri vengono suddivisi in due categorie dopo il check-in: “Schengen”  e “Non Schengen”. I primi possono subito dirigersi al proprio gate mentre i secondi devono mettersi in fila per il controllo dei documenti. Lo stesso vale per gli arrivi. 

Elevato investimento per la conformità a Schengen

Questa suddivisione ha posto notevoli sfide ai nostri aeroporti nazionali dato che dal 2005 la Svizzera, dopo votazione popolare, fa parte dello spazio di Schengen. L'aeroporto di Zurigo, per esempio, ha completamente ricostruito il suo terminal B, con due livelli diversi per i passeggeri “Schengen” e “Non-Schengen”. I lavori sono costati 260 milioni di franchi. L’aeroporto di Ginevra si è adeguato al cambiamento con un investimento di 40 milioni di franchi. Anche l’aeroporto EuroAirport vicino a Basilea e persino l'aeroporto di Berna-Belp hanno adattato le loro infrastrutture all’accordo di Schengen con investimenti per milioni.

La votazione del 15 maggio è di grande importanza per gli aeroporti e le compagnie aeree dato che un rifiuto alle urne comprometterebbe seriamente la permanenza della Svizzera nell'accordo di Schengen. La partecipazione del nostro paese all'espansione dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex è considerata parte integrante dell’accordo di Schengen. Se la Svizzera non si adegua, il meccanismo di risoluzione automatica prevede la sua esclusione entro sei mesi. Quale conseguenza, in futuro, tutti i passeggeri in partenza e in arrivo negli aeroporti svizzeri dovranno passare attraverso una frontiera esterna Schengen con i conseguenti controlli dei documenti.

Non vogliamo mettere in gioco questi vantaggi

Questa sarebbe una sfida enorme e costosa per gli aeroporti, poiché le operazioni dovrebbero essere completamente riorganizzate in un tempo molto breve. Ma anche i loro clienti sentirebbero gli effetti negativi dell'esclusione, come sottolinea Stephan Widrig, CEO di Flughafen Zürich AG: «Grazie a Schengen, i viaggiatori all'interno dell'Europa beneficiano di pochi controlli negli aeroporti. Non vogliamo perdere questo vantaggio.» Per lui, è quindi chiaro: il 15 maggio è necessario un chiaro e convinto SI a Frontex e Schengen.